Spleen

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Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle

Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l’Espérance, comme une chauve-souris,
S’en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D’une vaste prison imite les barreaux,
Et qu’un peuple muet d’infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l’Espoir,
Vaincu, pleure, et l’Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

Charles Baudelaire – Spleen

Numero 28…

AnalisiLaboratorioCome ogni volta, un piccolo pizzicotto all’interno del gomito diventa un inesorabile livido violaceo che spicca sulla pelle che tende già a sbiardirsi, come a ricordarmi che l’estate è finita.

15 gradi, un freddo polarissimo al mattino alle 7 che ormai mi da il buongiorno e mi ostino a mettermi la maglietta a maniche corte perché tanto so che in ufficio avrò caldo, ma quei pochi secondi di tragitto fuori al freddo li odio tantissimo.

Dopo ben mezz’ora di attesa in una sala stracolma di gente, io e il mio bigliettino numero ‘28′ aspettiamo impazienti che, come al supermercato, vengano serviti gli altri 40 numeri prima di noi… e poi di corsa a fare i raggi, grazie a mamma che mi da una mano e sono subito là a pensare ‘ora vedono ste lastre e gli viene un colpo per i miei polmoni’ e invece mi dicono TUTTO OK, elettrocardio, cuore normale… strano, visto tutto questo tempo a stare male per gli altri, mi immaginavo almeno una crepina e invece…

E il cielo è coperto in questo ennesimo giovedì di lavoro… e il mio umore è grigrio, grigio come quei nuvoloni oltre alla finestra che dicono solo ‘pioggia’… bel weekend che mi/ci aspetta… il weekend… vabbè…

Noi…

user_116_valigiaIl ricordo di un ultimo bacio dato ad occhi velati sperando che non sia mai l’ultimo e che ce ne siano altri 10, 100, 1000… Quel brivido in fondo alla schiena ogni volta che dai il primo bacio, la riconferma di quello che hai aspettato per giorni, settimane, mesi…

E cerchi di non pensarci, cerchi di pensare ad altro perché molti di quei baci non ci saranno più…e partiamo andiamo in Belgio, no oddio forse l’Olanda, ce la farò a mettermi in sesto col ginocchio, le visite, i colloqui, la macchina, l’aereo per Zurigo, ma c’è anche Torino il giorno prima, facciamo tutto basta fare, occupare la mente, partire, andare via…di nuovo… lontano…

‘Una parentesi dalla tua vita’

2 mesi a pensare a una frase che uno sconosciuto mi ha detto su quell’isola e a credere che quella parentesi non abbia voglia d lasciarla solo così…partire scappare…trovarsi un lavoro e ricominciare lontano da tutto e da tutti…divertirsi, lavorare, conoscere, uscire, ridere, scherzare, ripartire…e andiamo a Parigi a Natale che voglio vederla tutta illuminata, prendiamo la villa a Ibiza così andiamo tutti insieme, l’anno prossimo andiamo in Germania a sentire Tiesto, però l’anno prossimo ancora c’è l’Armin Only cosa si fa…viaggiare, mai ferme, sempre in giro, mai un momento di pace, correre per non pensare, organizzare per non pensare, fuggire per non pensare…

E il ricordo di noi, in lacrime alla stazione, tre pazze che si salutano con le valigie stracolme di vestiti e la testa già piena di ricordi…quanto mi mancate, quando mi manca, quanto vorrei tornare lì con voi…la nostalgia mi uccide…

Scarabocchi…

Come un bisogno quasi vitale, acchiappo la prima penna o matita che mi trovo di fianco e inizio a scarabocchiare i fogli che mi ritrovo tra le mani…un gesto quasi di sfogo a una esasperazione di cui non mi capacito ancora da dove provenga. Il bisogno di evadere che solo una matita o una penna sembra riescano a reprimere.

Il mio subconscio decide di disegnare linee tonde e fiori, in continuazione… La mia dote nel disegno non è mai sbocciata e il mio Io lo sa e non si lancia in disegni tanto diversi da quelli di un bimbo alle elementari… linee curve che si plasmano in nomi, nomi del passato e nomi del presente, persone con cui non parlo più e persone con cui vorrei sedermi a chiacchierare ore per sentirmi leggera… lettere, numeri, frasi, altre linee… i fogli si riempiono di scritte incomprensibili che come in trance continuo a scrivere senza sapere cosa significano…

E mi sento soffocare ogni giorno di più… Guardo a Ibiza come se fossero passati decenni, come la vita mi opprima terribilmente e come la routine mi distrugga ogni giorno… guardo i miei disegni incomprensibili… tra le linee si nasconde il perchè.

L’isola che non c’è…

Eivissa-ibiza_210370000170123Vivere alla giornata in un posto dove il tempo sembra bloccarsi e scorrere talmente lentamente che a volte ti sembra che un giorno non finisca mai. 24 ore vissute intensamente ogni giorno, con solo qualche ora di sonno per rituffarsi in pieno in un delirio di musica e divertimento che per 355 giorni hai sognato e sperato di vivere ancora.

Tra alcool e sangria vivere ogni notte come se fosse la prima, ogni nota come se fosse la prima canzone che senti nella tua vita, cogliere e scambiare sorrisi con persone che non vedrai mai più, ma in quel momento fanno parte della tua vita.

Emozionarsi, ridere, cantare, correre, ballare, sognare, piangere, sospirare, cadere, ubriacarsi, Vivere. Chiudere gli occhi e respirare quell’aria che sembra drogata dalle energie che ogni volta sa tirarti fuori, guardarsi attorno e scoprire che migliaia di ragazzi come te sono lì per la stessa cosa, per lo stesso scopo, più o meno vissuto nella stessa maniera: divertirsi.

E appoggi il culo sul seggiolino dell’aereo di nuovo per ritornare nel tuo Mondo… Un viaggio di sola andata verso il tedio e la routine che caratterizzerà la tua vita per altri 355 giorni…

E l’inferno è dietro l’angolo…quando leggi negli occhi dei tuoi cari che qualcuno non sarà più capace di riconoscerti per colpa di una malattia… quando una telefonata ti da l’ennesima scadenza e la data del terzo ricovero in ospedale. 48 ore sono passate da quando da quel finestrino guardavo sparire la mia Isola che non c’è in mezzo alle nuvole. E la rimpiango. La rimpiango come non mai. Eivissa.

Pensieri

d6f1b71b60d67261a29fd10b587b4a3cE poi ti svegli quelle mattine che non hai ben chiaro di che cosa hai voglia…fai comunque tutto, tranquillamente e serenamente, ma niente ti appaga sul serio…

Ti sei svegliata in tempo per il lavoro, sei arrivata in tempo, hai già fatto gran parte del tuo lavoro, ma c’è qualcosa che ti manca, sarà la sangria della sera prima che ha svegliato un po’ quella parte che ogni inverno ti si addormenta. Quella che ha voglia di divertirsi a 360°…

E pensi a quando brinderai con le amiche ‘alla nostra vacanza ad Ibiza’ con un bicchiere colmo di sangria, sulla spiaggia dell’Isla più bella del Mondo a 31 gradi in costume e alla faccia di chi ti vuole male.

Ripensi a quello che hai vissuto una settimana fa, a quest’ora eri a Bologna, coi Depeche a farti compagnia verso Padova e quello che ti aspettava la sera: il loro concerto. Una settimana che è volata e ancora non riesci a riprenderti da quel momento.

Poi t ritrovi a ricordare due mani sulla schiena e tremi al solo pensiero… Sorridi, ti scrolli quel pensiero di testa e la malinconia d quel qualcosa che non hai. E tremi di nuovo.

Domani…

Oggi è la giornata delle domande e la mia voglia di scrivere sembra sempre più prepotente di tutti gli altri giorni. La mia voglia di urlare, sfogarmi, non crederci.

Manca un giorno solo e ho già il nodo in gola, gli occhi lucidi, mi vedo già su quegli spalti a guardare la stessa trepidazione negli occhi della Simo e di tutta l’altra gente che sarà insieme a me a condividere quel momento di vera celebrazione della musica in quello stadio.

Non riesco a pensare, non so neanche come vestirmi, cosa portarmi, devo organizzare ancora TUTTO ho solo la certezza di dover guidare e poi l’incognita. Non ho più nessuna certezza. Nessuna ragione. Devo solo stare calma.

Come faccio? Sono qui che penso a quante volte ho consumato dvd dei concerti, registrazioni sul tubo, ho pensato ‘Quando potrò anche io?’ e sono già qui! Il 18 Giugno dell’88 il grande concerto ribattezzato 101 li consacrava a un qualcosa di cui erano già per molti, una band riconosciuta a livello planetario. Il 18 Giugno 2009 io sarò lì a sgolarmi, cantare, piangere, ballare, agitare le braccia e vivere un sogno.

Lo stesso tremore di mani che mi ha caratterizzato ieri mi accompagna oggi. E all’ennesima domanda ‘Domani quando parti?’ mi si chiude di nuovo lo stomaco, come a ricordarmi che domani sarà il MIO giorno. Manco andassi a sposarmi, tzè!

Ci siamo quasi…

waiting_forE’ un ordinario martedì mattina, sono da pochi minuti in ufficio e devo iniziare a fare i mille lavori che entro domani devo concludere. Ci riuscirò? Forse sì, se mi ci impegno un po’ :D

E’ un martedì di una settimana che ho aspettato da anni; il martedì di una settimana importante, una settimana a cui ho fatto il conto da Ottobre, una settimana che pensavo non arrivasse mai.

Ogni volta che rivolgo il pensiero a tra due giorni ecco che lo stomaco si attiva, si chiude, si contrae: giovedì 18 Giugno è troppo TROPPO vicino.

E io non mi sento pronta, non mi sento pronta ad affrontare tutto questo delirio, non mi sento pronta a vivere quest’esperienza che ho aspettato per quattro anni, non so se riuscirò a reggere il colpo a cantare tutto a divertirmi e anche solo a capire cosa succederà intorno a me.

Ho solo la certezza di dover guidare fino a Padova dove incontrerò di nuovo la mia compagna di pazzie Simonetta e da lì sara solo un conto di ore, di minuti, di secondi… le luci si spegneranno e io vivrò il mio Sogno.

Non riesco a pensarci senza che le mie mani tremano, senza pensare che sarà il mio primo concerto in assoluto, senza pensare che sarà il mio primo concerto dei Depeche Mode.

Sono euforica, stanca, contenta e sull’orlo di una crisi di nervi perché questo momento è finalmente arrivato… Arrivato, pochi giorni, solo 2.

E saremo lì. Tutti insieme. E l’unica cosa che mi viene da pensare è “All I ever wanted, all I ever needed is here…”

10 anni… 10 giorni….

panchinaOggi pomeriggio mi sono imbattuta in qualcosa di interessante: sono passati 10 anni dall’uscita della canzone 50 Special.
Esticazzi?
Si anche quelli, ma ciò significa che la mia memoria riesce ad arrivare a 10 anni fa: i Lùnapop hanno vinto il Festival di San Marino, non se li cahava nessuno. A me piaceva da morire. Ricordo il loro concerto, in fila dalle 3 del pomeriggio insieme ad Eleonora (ancora mia amica e ancora al mio fianco INCREDIBILMENTE DOPO 10 ANNI) a cantare quelle canzoni e scriverle sui diari ai tempi dei primi ‘Amori’.
10 anni fa iniziavo a vivere le prime giornate fuori casa, uscire il sabato sera (sempre coi genitori) per andare al bowling e tante piccole libertà che a vederle ora, a 22 anni, mi fanno sorridere.
La costruzione della fiducia che piano piano ho creato coi miei, in 10 anni, un passo alla volta, a volte indietro a volte passi molto più grandi.
Sono passati 10 anni e io mi sento come allora: follemente innamorata della vita e pronta a provare tutte le gioie e i dolori che la vita sa darmi. Innocente, spensierata in alcuni momenti e cupa, strana e pensierosa in altri.
10 anni fa ero già la persona strana che sono ora: un carattere che neanche io ho compreso.
10 anni fa non mi sarei mai sognata la vita che sto vivendo ora, ma una cosa sognavo e sogno ancora dopo 10 anni. La Voglia di andare Lontano.
10 però non sono solo gli anni passati da quel particolare momento: sono i giorni che mi dividono da una cosa che voglio fare da ben 4 anni. Depeche Mode. Milano. 10 giorni. Sarà Delirio.

panchinaOggi pomeriggio mi sono imbattuta in qualcosa di interessante: sono passati 10 anni dall’uscita della canzone 50 Special.

Esticazzi?

Si anche quelli, ma ciò significa che la mia memoria riesce ad arrivare a 10 anni fa: i Lùnapop hanno vinto il Festival di San Marino, non se li cahava nessuno. A me piaceva da morire. Ricordo il loro concerto, in fila dalle 3 del pomeriggio insieme ad Eleonora (ancora mia amica e ancora al mio fianco INCREDIBILMENTE DOPO 10 ANNI) a cantare quelle canzoni e scriverle sui diari ai tempi dei primi ‘Amori’.

10 anni fa iniziavo a vivere le prime giornate fuori casa, uscire il sabato sera (sempre coi genitori) per andare al bowling e tante piccole libertà che a vederle ora, a 22 anni, mi fanno sorridere.

La costruzione della fiducia che piano piano ho creato coi miei, in 10 anni, un passo alla volta, a volte indietro a volte passi molto più grandi.

Sono passati 10 anni e io mi sento come allora: follemente innamorata della vita e pronta a provare tutte le gioie e i dolori che la vita sa darmi. Innocente, spensierata in alcuni momenti e cupa, strana e pensierosa in altri.

10 anni fa ero già la persona strana che sono ora: un carattere che neanche io ho compreso.

10 anni fa non mi sarei mai sognata la vita che sto vivendo ora, ma una cosa sognavo e sogno ancora dopo 10 anni. La Voglia di andare Lontano.

10 però non sono solo gli anni passati da quel particolare momento: sono i giorni che mi dividono da una cosa che voglio fare da ben 4 anni. Depeche Mode. Milano. 10 giorni. Sarà Delirio.

Nascondino…

1621210_6515e85136_sNon riesco più a trovare la motivazione che l’anno scorso mi ha spinto a perdere 5 chili. Non ho obiettivi, non ho la voglia di pormeli, non ho la voglia d mettermi in gioco.

Cosa mi sta tirando nel tedio del non fare niente non lo so, so solo che la voglia di spaccare il mondo che mi ha caratterizzato da sempre sembra volatilizzata nel nulla. Mi faccio schifo, non mi riconosco e non riesco a trovare più un angolo di me stessa da nessuna parte.

Dove sono finita? Dove mi sono nascosta? Devo trovare di nuovo ‘me stessa’… Ne sento troppo il bisogno.

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