Come un bisogno quasi vitale, acchiappo la prima penna o matita che mi trovo di fianco e inizio a scarabocchiare i fogli che mi ritrovo tra le mani…un gesto quasi di sfogo a una esasperazione di cui non mi capacito ancora da dove provenga. Il bisogno di evadere che solo una matita o una penna sembra riescano a reprimere.
Il mio subconscio decide di disegnare linee tonde e fiori, in continuazione… La mia dote nel disegno non è mai sbocciata e il mio Io lo sa e non si lancia in disegni tanto diversi da quelli di un bimbo alle elementari… linee curve che si plasmano in nomi, nomi del passato e nomi del presente, persone con cui non parlo più e persone con cui vorrei sedermi a chiacchierare ore per sentirmi leggera… lettere, numeri, frasi, altre linee… i fogli si riempiono di scritte incomprensibili che come in trance continuo a scrivere senza sapere cosa significano…
E mi sento soffocare ogni giorno di più… Guardo a Ibiza come se fossero passati decenni, come la vita mi opprima terribilmente e come la routine mi distrugga ogni giorno… guardo i miei disegni incomprensibili… tra le linee si nasconde il perchè.
Vivere alla giornata in un posto dove il tempo sembra bloccarsi e scorrere talmente lentamente che a volte ti sembra che un giorno non finisca mai. 24 ore vissute intensamente ogni giorno, con solo qualche ora di sonno per rituffarsi in pieno in un delirio di musica e divertimento che per 355 giorni hai sognato e sperato di vivere ancora.








