Archivio perLuglio, 2009

Scarabocchi…

Come un bisogno quasi vitale, acchiappo la prima penna o matita che mi trovo di fianco e inizio a scarabocchiare i fogli che mi ritrovo tra le mani…un gesto quasi di sfogo a una esasperazione di cui non mi capacito ancora da dove provenga. Il bisogno di evadere che solo una matita o una penna sembra riescano a reprimere.

Il mio subconscio decide di disegnare linee tonde e fiori, in continuazione… La mia dote nel disegno non è mai sbocciata e il mio Io lo sa e non si lancia in disegni tanto diversi da quelli di un bimbo alle elementari… linee curve che si plasmano in nomi, nomi del passato e nomi del presente, persone con cui non parlo più e persone con cui vorrei sedermi a chiacchierare ore per sentirmi leggera… lettere, numeri, frasi, altre linee… i fogli si riempiono di scritte incomprensibili che come in trance continuo a scrivere senza sapere cosa significano…

E mi sento soffocare ogni giorno di più… Guardo a Ibiza come se fossero passati decenni, come la vita mi opprima terribilmente e come la routine mi distrugga ogni giorno… guardo i miei disegni incomprensibili… tra le linee si nasconde il perchè.

L’isola che non c’è…

Eivissa-ibiza_210370000170123Vivere alla giornata in un posto dove il tempo sembra bloccarsi e scorrere talmente lentamente che a volte ti sembra che un giorno non finisca mai. 24 ore vissute intensamente ogni giorno, con solo qualche ora di sonno per rituffarsi in pieno in un delirio di musica e divertimento che per 355 giorni hai sognato e sperato di vivere ancora.

Tra alcool e sangria vivere ogni notte come se fosse la prima, ogni nota come se fosse la prima canzone che senti nella tua vita, cogliere e scambiare sorrisi con persone che non vedrai mai più, ma in quel momento fanno parte della tua vita.

Emozionarsi, ridere, cantare, correre, ballare, sognare, piangere, sospirare, cadere, ubriacarsi, Vivere. Chiudere gli occhi e respirare quell’aria che sembra drogata dalle energie che ogni volta sa tirarti fuori, guardarsi attorno e scoprire che migliaia di ragazzi come te sono lì per la stessa cosa, per lo stesso scopo, più o meno vissuto nella stessa maniera: divertirsi.

E appoggi il culo sul seggiolino dell’aereo di nuovo per ritornare nel tuo Mondo… Un viaggio di sola andata verso il tedio e la routine che caratterizzerà la tua vita per altri 355 giorni…

E l’inferno è dietro l’angolo…quando leggi negli occhi dei tuoi cari che qualcuno non sarà più capace di riconoscerti per colpa di una malattia… quando una telefonata ti da l’ennesima scadenza e la data del terzo ricovero in ospedale. 48 ore sono passate da quando da quel finestrino guardavo sparire la mia Isola che non c’è in mezzo alle nuvole. E la rimpiango. La rimpiango come non mai. Eivissa.